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L’Oro di Soru

In quattro etichette la storia delle uve che maturano nella terra salmastra del Sinis. Il vigneto arcaico sardo della famiglia Soru produce vini superlativi ottenuti da uve Syrah, Carignano e Vermentino Doc.

Quattro etichette vergate e asimmetriche che seguono la forma della bottiglia, stampate in lamina d’oro e oro in pasta a secco. Niente retro, tutto sul fronte.
S’Oru de Soru, l’oro di Soru, è il vino di punta. La tenuta ha per stemma il carciofo selvatico sardo, 100% uve Syrah. Il nero e l’oro sono il modo in cui l’etichetta rimanda a una produzione limitatissima e ai sentori del pepe e dei piccoli frutti neri.

 

Uros, il nome di un’antica popolazione sarda: “danzatori di stelle che facevano un vino del color del sangue”, il fenicottero rosato su campo bianco è un omaggio agli stagni del Sinis attorno ai quali maturano le uve di Carignano degli Uros. Un rosso caldo e morbido.

 

Inula, un rosso fruttato che prende il nome dalla pianta che borda gli stagni dalle foglie aromatiche resinose e i fiori dorati: un fenicottero dorato su campo nero rimanda al sapore di questo vino (Syrah e Carignano) dal profumo resinoso e lacustre.

 

Donna Elena, un omaggio alla moglie del signor Soru per un vermentino doc gradevolissimo in bottiglia bianca ed etichetta con un polpo dorato e decò. E’ possibile che dopo i primi due bicchieri vediate muoversi i tentacoli che avvolgono la bottiglia.

 

 

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